Grande viaggio in Asia centrale: cinque paesi in 21 giorni
Ashgabat → Cratere di Darvaza → Kunya-Urgench → Khiva → Bukhara → Samarcanda → Sette Laghi (Haft Kul) → Tashkent → Margilan → Osh → Bishkek → Song-Kul → Issyk-Kul → Almaty
Il cratere che brucia · Turkmenistan
Un fuoco nel deserto del Karakum, da vedere dopo il tramonto.
Il cratere di gas di Darvaza è una voragine in fiamme larga circa 70 m nel deserto del Karakum, in Turkmenistan, spesso chiamata “Porta dell’Inferno”. Si trova a circa cinque ore di strada dalla frontiera di Shavat–Dashoguz vicino a Khiva, o a quattro da Ashgabat. I visitatori campeggiano nei dintorni e lo vedono dopo il tramonto. Negli ultimi anni il fuoco si è indebolito.
Il cratere di gas di Darvaza, soprannominato la “Porta dell’Inferno”, è un cratere di circa 70 m di diametro in mezzo al deserto del Karakum dove il gas naturale brucia da decenni. La versione più diffusa racconta che nel 1971 alcuni geologi sovietici, trivellando in cerca di gas, provocarono il crollo del terreno e diedero fuoco al gas che fuoriusciva, convinti che si sarebbe esaurito in pochi giorni. Le versioni sulla data e sui dettagli variano, e secondo alcuni il crollo avvenne prima e l’incendio più tardi.
Dopo il tramonto il cratere risplende d’arancione contro il deserto nero, e il calore si sente fin sul bordo. I visitatori campeggiano nelle vicinanze, in tenda o in yurta. Darvaza significa “porta”, la stessa parola del nome della nostra agenzia: Darvaza Trip ha sede a Khiva, la città uzbeka più vicina al valico verso il Turkmenistan settentrionale.
Da non perdere
Fate il giro del bordo al tramonto e dopo il buio, quando le fiamme si vedono meglio.
Cena e notte sotto le stelle nelle vicinanze, in tenda o in yurta.
Due crateri più piccoli e non in fiamme lì vicino, uno pieno d’acqua e l’altro di fango ribollente.
Dune, arbusti di saxaul e piccoli insediamenti lungo la strada Ashgabat–Dashoguz.
Sì, ma meno di prima. Il governo del Turkmenistan ha parlato più volte di spegnere l’incendio e dal 2022 ha annunciato piani per estinguerlo, così da sfruttare il gas e ridurre i danni ambientali. Nel 2025 le autorità hanno riferito che le fiamme si erano indebolite in modo sostanziale dopo la chiusura dei pozzi di gas vicini. I viaggiatori che ci sono stati di recente descrivono un fuoco più piccolo ma ancora ben visibile.
Poiché la situazione è in evoluzione, verifichiamo lo stato attuale prima di ogni partenza e vi diciamo onestamente cosa aspettarvi. Se il fuoco dovesse spegnersi, lo scriveremmo qui.
Da Khiva il percorso attraversa il Turkmenistan settentrionale:
È il percorso del nostro viaggio da Khiva a Bukhara attraverso il Turkmenistan, che prosegue per Ashgabat e Merv e rientra in Uzbekistan vicino a Bukhara.
Il Turkmenistan è uno dei paesi della regione più difficili da visitare in modo indipendente. I visti turistici vengono rilasciati solo sulla base di una lettera d’invito (LOI) richiesta da un’agenzia di viaggi turkmena autorizzata, e i turisti viaggiano con una guida. I tempi sono di solito di diverse settimane, e le domande possono essere respinte senza spiegazioni. Organizzatevi con largo anticipo e tenete le date flessibili. Vedi visti per l’Asia centrale.
A Darvaza non ci sono hotel. I visitatori dormono in tenda o in campi di yurte a breve distanza dal cratere, allestiti da tour operator o da gente del posto. Aspettatevi servizi semplici, una cena attorno al fuoco e una notte fredda: anche in primavera e in autunno, dopo mezzanotte nel deserto la temperatura scende vicino allo zero. Portate strati caldi e una lampada frontale.
Sicurezza: attorno al cratere non ci sono parapetti. Restate ben lontani dal bordo, soprattutto dopo il buio e con il vento, e tenete i bambini vicini.
Aprile–maggio e settembre–ottobre sono i periodi migliori, con giornate calde e notti fresche. D’estate le giornate nel Karakum sono caldissime; d’inverno le notti sono gelide, anche se il cratere al freddo resta impressionante. Il fuoco si vede meglio dal crepuscolo in poi.
Tour
Ashgabat → Cratere di Darvaza → Kunya-Urgench → Khiva → Bukhara → Samarcanda → Sette Laghi (Haft Kul) → Tashkent → Margilan → Osh → Bishkek → Song-Kul → Issyk-Kul → Almaty
Khiva → Kunya-Urgench → Cratere di Darvaza → Ashgabat → Antica Merv → Bukhara
Sì, stando alle notizie più recenti, anche se il fuoco è più debole di dieci anni fa dopo la chiusura dei pozzi di gas vicini. Le condizioni cambiano, quindi verifichiamo prima di ogni viaggio e vi diciamo cosa aspettarvi.
Circa un’ora fino alla frontiera di Shavat–Dashoguz, poi circa cinque ore da Dashoguz al cratere: con il passaggio di frontiera, prevedete una giornata intera. La maggior parte dei viaggiatori si ferma a Kunya-Urgench lungo il percorso.
Sì, entrando in Turkmenistan vicino a Khiva (Shavat–Dashoguz) o vicino a Bukhara (Farap). Servono un visto turkmeno basato su una lettera d’invito e una guida turkmena, quindi va organizzato in anticipo.
In tenda o in campi di yurte vicino al cratere. Non ci sono hotel. I servizi sono essenziali e le notti fredde, anche in primavera e in autunno.
Nei dintorni

Darvaza Trip · Koshona street 75/1, Khiva, Uzbekistan · WhatsApp +998 91 920 94 20 · tours.uzbekistan@gmail.com · darvazatrip.com/it/destinations/turkmenistan/cratere-di-darvaza/